Come promesso ecco la prima credenza potenziante, una sorta di bugia utile e funzionale che può fare la differenza nel nostro modo di vedere e affrontare le sfide quotidiane della vita.

Così come bisogna conoscere l’obiettivo al quale vogliamo tendere per riuscire a raggiungerlo, allo stesso modo bisogna sapere quali sono le convinzioni di cui siamo dotati per capire se saranno effettivamente utili ai nostri scopi, o scoprire quelle di cui è meglio dotarci se vogliamo vivere in maniera più serena ed efficace.

La prima credenza potenziante è tra le più stranianti e a tratti sconvolgenti. Eccola:

Tutto quel che succede ha una ragione di cui puoi servirti.71

In altre parole: tutto quel che ci accade, per quanto tragico e negativo appaia, può avere un significato utile nella nostra vita; quando giungiamo a trovarlo stiamo finalmente riuscendo a volgere a nostro favore gli eventi, anche i peggiori.

So bene che inizialmente ciò può suonare strano ma pensateci in maniera distaccata.

È ovvio, un evento negativo resta un evento negativo: un lutto, una perdita, un fallimento, una cattiva notizia, rimangono tali. Non sto dicendo che non debbano più essere visti e considerati nel loro significato di evento negativo.

Ma dopo aver appreso la notizia e magari averla metabolizzata, accettata, come prima o poi tutti facciamo, cos’altro ne possiamo fare? Possiamo in qualche modo far sì che essa abbia ad insegnarci qualcosa di utile? Possiamo trarne comunque qualche buona lezione di vita? Fare in modo di imparare qualcosa su noi stessi così da poter dire che senza quel triste evento noi oggi non saremmo quel che siamo?

Si. Possiamo.

Perché è così che fanno le persone di grande successo, le persone davvero felici;

costoro non dipendono dagli eventi per determinare la propria felicità, ma al contrario sono loro stessi che determinano il significato, positivo o negativo, degli eventi.

Costoro credono che ogni evento contenga in realtà il seme di un beneficio futuro pari o addirittura superiore.

Allora ipotizziamo che a lavoro si verifichi una situazione spiacevole, che non avevamo previsto né possiamo in nessun modo evitare. Cosa vogliamo fare?

Ab biamo due scelte. Possiamo darci per spacciati, finiti, incapaci, sfortunati, sfruttati…. Possiamo piangerci addosso. Imprecare o prendercela con i fattori esterni che non ci aiutano mai!72

Oppure possiamo decidere di imparare qualcosa da questa situazione: possiamo ripercorrere i nostri passi, guardarci dentro, capire se e dove possiamo aggiustare il tiro.

Avevamo dato troppo per scontato? Peccato di leggerezza? Rimandato delle urgenze? O semplicemente ci eravamo rilassati pensando che… tanto a me non accadrà mai…

Riusciamo a trovare, come hanno fatto i grandi individui, aspetti positivi anche nelle tragedie? Se ci pensate bene, in fondo, ciò capita quotidianamente attorno a noi: è dalle tragedie che sono nate tante associazioni per combattere in
difesa di alcune categorie o per sensibilizzare la società su determinati aspetti della vita; è dalle tragedie che molti hanno tratto quella motivazione a lottare per i loro ideali; ed è ancora dalle tragedie che tanti intellettuali hanno tratto ispirazione per comporre grandi capolavori della nostra cultura.

Allora la scelta sta a noi: siamo disposti ad imparare qualcosa da tutto quel che ci accade? Riusciamo a dire, dopo un evento spiacevole “… anche questo avrà un senso nella mia vita, anzi ce l’ha già: devo solo trovarlo!”

Insomma, credo che sia assolutamente possibile vivere secondo quella bellissima e a me tanto cara frase di Alessandro Baricco che dice: “nella vita, accadono cose che sono come domande. Passano giorni, mesi, anni, e prima o poi la vita risponde”.

 

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